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QUESTIONARIO DEL TEMPO INTERROTTO – di Rita De Donato

L’aria è costituita dal 78,09% di azoto, 20,94% di ossigeno, 0,93% di argon, 0,03% di anidride carbonica ed altri elementi in percentuali molto più contenute. Questa composizione chimica dell’aria è quella determinata su campioni prelevati in zone considerate sufficientemente lontane da qualunque fonte di inquinamento. Sebbene le concentrazioni dei gas che compongono mediamente l’atmosfera siano pressoché costanti, in realtà si tratta di un sistema dinamico in continua evoluzione.

L’inquinamento atmosferico è il fenomeno di alterazione della normale composizione chimica dell’aria, dovuto alla presenza di sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni di salubrità dell’aria. Queste modificazioni pertanto possono costituire pericolo per la salute dell’uomo, compromettere le attività ricreative e gli altri usi dell’ambiente, alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi, nonché i beni materiali pubblici e privati.

Come stai?

Qualcuno si prende cura di te?

Se dovessi ammalarti/infettarti qualcuno si prenderebbe cura di te?

Hai paura di restare sola?

I polmoni sono liberi?

Ti stai proteggendo?

Hai abbastanza soldi per comprare i dispositivi di protezione più sicuri?  E per cambiarli regolarmente?  Hai i soldi per fare un test se dovessi avere avuto contatti a rischio?

C’è un ospedale vicino alla tua casa che potrebbe accoglierti se dovessi avere bisogno di cure? C’è un ospedale dove potrebbero supportare il tuo respiro se, a un certo punto, non dovessi farcela da solo?

Che lavoro fai?

Sei pagata/o a sufficienza per avere ciò di cui si ha bisogno per vivere dignitosamente?

Ti sembra che siamo tutti vulnerabili allo stesso modo?

Quanti anni hai? La tua età ti rende un “soggetto non necessario alla produzione”?

Quanti anni hai? Sei un “soggetto fragile”?

Quanti anni hai? Alla tua età devi continuare a lavorare?

Hai paura del futuro?

Pensi di vivere in un ambiente tossico

Cosa dicono della qualità dell’aria del posto in cui vivi?

Pensi che il tuo corpo sia esposto a sostanze tossiche? Attraverso l’acqua, l’aria, il cibo che ingerisci?

Pensavi fosse possibile che accadesse proprio a te? Che accadesse a noi, voglio dire, che accadesse nelle nostre “società avanzate”?

Epidemie. Carestie. Emigrazione forzata. Non sono cose che accadono in altre parti del mondo?

Pensavi che queste sofferenze, queste morti, fossero lontane, raggiungibili solo attraverso uno schermo?

Credi che questi fenomeni siano in qualche modo collegati alla distruzione degli ecosistemi e della biodiversità?

Pensi che il sistema economico in cui viviamo c’entri qualcosa?

Pensi sia possibile cambiare le cose? Ci credi ancora? Ci hai mai creduto?

Ritieni che possa esistere un capitalismo sostenibile?

Pensi che lo sfruttamento senza limiti della terra, l’inquinamento, la deforestazione, le colture intensive abbiano un effetto su come viviamo?

Qual è la temperatura del pianeta?

Sai che ogni vent’anni vengono abbattuti cento milioni di ettari di foreste tropicali, i cosidetti “polmoni della terra”?

Pensi che questo sia collegato alla diffusione di batteri e virus dagli animali selvatici agli esseri umani?

Sei preoccupato per i tuoi polmoni?

Sei preoccupata per i polmoni della Terra?

Hai finalmente avuto una visione più chiara?

Hai visto quel filo invisibile che ci tiene unite/i?

Ti sei stupito di come qualcosa che si verifica a migliaia di kilometri, arrivi velocemente le nostre case?

Hai visto il nemico in faccia? Lo hai visto entrare nelle case?

Nei corpi?

E’entrato negli alveoli polmonari? È  entrato nel sangue?

Hai avuto paura?

Adesso sei cosciente del fatto che ridurre in povertà estrema una gran parte della popolazione presente sulla terra, è pericoloso anche per noi? Anche per te?

Hai pensato che forse puoi stare meglio solo se stiamo meglio tutti?

Continuando così, pensi che un giorno sulla terra ci sarà più anidride carbonica che ossigeno da respirare?

Credi che ogni essere umano abbia il diritto di respirare liberamente? Di non sentire che manca l’aria?  Di non avere una vita troppo dura da vivere?

Adesso sai che l’umanità intera e la terra sono legate? E  che hanno bisogno di respirare?

Adesso possiamo riempire i nostri polmoni e urlare per le cose di cui abbiamo bisogno? L’aria, l’acqua, la terra, il respiro, il cibo, l’arte, la formazione, la possibilità di riscaldarci quando fa freddo, la possibilità di guardare al futuro per noi e i nostri figli senza essere soffocati dal terrore?

Adesso possiamo ricomporre il legame con le/gli altre/i? E con la terra che ci ospita?

Prima che i cancelli si chiudano, prima che sia troppo tardi,  possiamo provare a cambiare direzione?

Rita De Donato


È una autrice, regista e attrice. Si è formata tra l’Italia e la Francia. Dopo la laurea in Sociologia della comunicazione, si trasferisce a Parigi per specializzarsi alla Sorbona, e lì inizia anche il suo percorso teatrale. Dopo aver conseguito il diploma all’Accademia d’Arte drammatica Silvio d’Amico, inizia a lavorare in produzioni teatrali e cinematografiche di rilievo nazionale, portando avanti contemporaneamente un suo percorso all’interno della scena teatrale indipendente.

A teatro è stata diretta, tra gli altri, da Luca Ronconi, Orly Noa Rabinyan, Marcello Sambati, Massimo Popolizio. Come attrice è apparsa in diversi cortometraggi e videoclip; al cinema ha lavorato tra gli altri con Silvio Soldini, Francesco Munzi, Giulio Manfredonia, Alessio Maria Federici. Ha scritto e diretto il cortometraggio “La busta”, interpretato da Maria Paiato, che è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia, all’interno del progetto “6 sull’ autobus”. La sua ultima regia teatrale è “La nave fantasma. Non eravamo d’accordo che gli uomini non sono pesci?”, da un testo di Maxi Obexer.

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