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ARIA VECCHIA E ARIA NUOVA – di Franco Dionesalvi e Rossana Bartolo

Decisamente, da quando, per ragioni anagrafiche, ci avviamo ad entrare nella schiera degli anziani, non ci sentiamo in buona compagnia. Non certo per rimpianti della fascia giovanile: ogni età è un dono incomparabile, che merita di essere colto, compreso, vissuto pienamente; peraltro, molti nostri amici cari di questo dono non hanno beneficiato. No, è che abbiamo una caratteristica che ci differenzia da molti coetanei. Ossia non rimpiangiamo il passato, non riusciamo a dire “una volta era meglio”. Sembra poca roba: e invece, vi assicuriamo, a questa età, se non si esaltano i bei tempi antichi, ci si sente soli; praticamente mosche bianche.

Intendiamoci. Siamo pienamente convinti, come hanno spiegato Marcuse e Pasolini, che l’ossessione del produrre e consumare negli ultimi decenni ha prodotto una disumanizzazione crescente e, apparentemente, insuperabile, che sta riducendo le donne e gli uomini a comiche appendici dei dispositivi elettronici che essi stessi hanno prodotto, e che ora servono come idoli lucenti e ottusi.

Il fatto è che non è affatto vero che il passato era migliore del presente: una simile affermazione in genere malcela l’insoddisfazione personale di chi la pronuncia, il suo rimpiangere un passato personale, in cui era giovane o bambino, e c’erano i genitori che lo proteggevano dai mali del mondo.

Qual è il passato che merita di essere rimpianto? L’Italietta di Mussolini, con le sue regole caricaturali e la sua violenza sempre latente, e spesso concreta? O l’Ottocento in cui, dietro i bei vestiti di qualche signore, la peste imperversava, gli operai lavoravano quattordici ore al giorno, i contadini non avevano diritto a niente?

Ancora prima? Quando si colonizzavano i territori e si sterminavano le popolazioni che li abitavano? O il Medioevo della caccia alle streghe? Forse, ci direte, la gloriosa Grecia? In cui, però, per un Socrate che diceva cose esemplari, migliaia di uomini erano schiavi, e le donne non contavano niente? Quando è stata questa età dell’oro, in cui gli uomini erano buoni e giusti? Ancora prima? Quando le femmine erano prede e venivano cacciate come selvaggina dai maschi, e contese fra le tribù? O ancora prima, quando vigeva il cannibalismo?

Probabilmente, ci direte, le cose andavano meglio prima del diluvio, quando c’erano i dinosauri. Solo che si trattava di un’altra specie, rispetto a noi; e poi, su di essi, non abbiamo informazioni sufficienti.

Insomma, siamo convinti che tanta miseria abbia caratterizzato tutte, tutte le epoche della dominazione umana su questo pianeta. Ma, anche, dei frammenti di luce, delle manifestazioni di incomparabile bellezza. Di umano sentire, di intelligenza creativa. Di tensione alla liberazione. Di amore.

E, insomma, aria vecchia e aria nuova non devono più essere categorie temporali. Ma scelte di campo. Percezioni di senso.

Franco Dionesalvi e Rossana Bartolo


Franco Dionesalvi è nato a Cosenza, vive a Milano. Fra i suoi libri di poesie: La fragola e il pianoforte, L’esistenza dei piccoli animali, Torno subito, Via delle nuvole. Nel 2015 è uscito The valley of thought (Stony Brook, New York). È del 2017 la silloge Black out, all’interno di Luci di posizione (Mursia), del 2020 Base Centrale (ArcipelagoItaca). Fra le sue pubblicazioni di narrativa il romanzo La maledizione della conoscenza (Piero Manni), e nel 2021 L’ultimo libro di carta (Sensibili alle foglie). È coordinatore della rivista semestrale di poesia “Capoverso”, giunta al ventunesimo anno di attività. È stato per cinque anni assessore alla cultura di Cosenza, ideando fra l’altro la Casa delle Culture e il Festival “Invasioni”. Poi, a Rende, ha progettato il Museo del Presente. È del 2008 il saggio Diritto alla cultura e politiche culturali (Coessenza). È autore di numerosi testi teatrali messi in scena dal Teatro dell’Acquario.

Rossana Bartolo insegna francese al Liceo Linguistico “Varalli” di Milano. È responsabile, insieme ad Elettra Mineni, del gruppo LEND di Milano. Ha svolto attività di formazione per docenti di tutta l’area linguistica. È autrice di due percorsi di formazione pubblicati in versione multimediale sul sito http://www.scuolavalore.indire.it/ per il PON I ciclo Educazione Linguistica e Letteraria nel PIANO di FORMAZIONE Lingua, letteratura e cultura nella dimensione europea: “Costruire prove di verifica e utilizzare le certificazioni internazionali”; “Usare check list sia per docente che per studente e sviluppare l’autonomia nello studio”.

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